RACCOLTA DI DISEGNI
ANTICHI E STAMPE |
N° Catalogo Generale |
N° Fondo |
Collocazione |
Indicazione |
| 0000 |
F. AMA 000- |
S. F. AMA - N° |
Scuola Tosco-veneta XVI secolo |

AUTORE:
Giuseppe Porta detto Salviati
(Castelnuovo Garfagnana 1520 - Venezia 1575)
DATAZIONE:
1570 circa
SOGGETTO:
Circoncisione di N.S.
TECNICA:
Penna inchiostro color seppia, biacca a penna con
lumeggiature di biacca a pennello. Quadrettatura della carta a penna inchiostro
DIMENSIONI:
mm. 403 x 296
PROVENIENZA:
Collezione Luigi Grassi, Roma.
CONDIZ. GIURID:
Proprietà privata
VALUTAZIONE:
Asta Christies 4 luglio 2000: The Qeen of
Sheba venduto $ 113,702
Asta Christies 9 luglio 2002: Ritratto di uomo
barbuto venduto Euro 625.100 |
DESCR. OPERA
Circoncisione di Nostro Signore
Il disegno raffigura un Sacerdote che procede alla circoncisione di
N.S. posto su un altare riccamente addobbato. Il Bambino è sorretto dal Gran Sacerdote,
ai lati del quale si trovano S. Giuseppe e la SS. Vergine. Completano la composizione un
giovane inginocchiato con brocca e panno ed altri personaggi; il tutto inscritto in
architetture raffiguranti il Sacro Tempio. In alto nembi cui si affacciano cherubini,
mentre la luce dellEterno investe la scena
NOTIZIE STORICO CRITICHE
Giuseppe Porta, ad onore del
suo mentore Francesco Salviati, ne assunse il cognome e da fedele allievo lo seguì a Roma
in qualità di aiuto per una serie di decorazioni per facciate di Palazzi. Nel 1539
lasciò Roma per Bologna e Firenze, ove ebbe ad incontrare Giorgio Vasari, arrivando poi a
Venezia, insieme a Francesco Salviati, nel luglio dello stesso anno. Il primo suo lavoro
autonomo furono le illustrazioni per il volume "Le sorti", libro divinatorio
pubblicato da Francesco Marcolini nel 1540, il cui frontespizio, a lui tradizionalmente
attribuito, fu tratto da unincisione di Marco Dente. I suoi modi, la sua tecnica fin
dal 1539 trassero ispirazione dai grandi maestri veneziani. Fu nel 1541 che Francesco
Salviati partì da Venezia, lasciando lallievo Giuseppe, che si dedicò
principalmente alla decorazione di alcuni palazzi veneziani, decorazioni purtroppo oggi
perdute (vedi Palazzo Loredan a S. Stefano). Fù in quei tempi che operò nella Biblioteca
Marciana o Sansoviniana, insieme a Giuseppe de Mio detto Fratina, Battista Franco e Giulio
Licinio, come nel 1548 ebbe a dipingere per la Basilica dei Frari la pala daltare
raffigurante "La presentazione di Gesù al Tempio". Nel 1565 Porta tornò a Roma
per completare gli affreschi Vaticani, lasciati incompiuti dal maestro Francesco Salviati
e fu nellanno successivo che venne eletto membro effettivo dellAccademia del
Disegno a Firenze. Sempre a Venezia, dipinse quindi un soffitto a fresco in Palazzo
Ducale, oggi sfortunatamente perduto. Negli ultimi anni si dedicò precipuamente a studi
di matematica. Morì a Venezia nel 1575.
Questo foglio, raffigurante la "Circoncisione
di N.S." si apparenta, per stile, ductus, maniera e tecnica a quello
dellAshmolean Museum ed allaltra versione di medesimo soggetto raffigurante
"Lucrezia e le sue ancelle". Secondo K.T. Parker non è certo se il disegno
Corzat-Mariette ed un altro acquistato da Langlier a Parigi nel maggio del 1791 siano
identici, ma è possibile che altre versioni siano giunti Francia nel XVIII secolo. La
stessa "Allegoria della Giustizia", a penna, bistro e biacca del Fondo Mediceo
Lorenese ed inciso dal Mulinari nel 1774, mostra, pur nellimpostazione romana,
effetti disegnativi tipicamente veneti. Questa tecnica di lumeggiatura, tipicamente
lagunare, traeva le sue origini sia dai modi di Vittore Carpaccio che di Giovanni Bellini.
Questo grande disegno fu probabilmente eseguito per
una pala daltare non ritrovata, scomparsa o mai realizzata, in unimpostazione
stilistica i cui echi si ritrovano in molte sue prove grafiche, come nel nostro foglio,
che per similitudine e ragioni stilistiche non può che ribadire lattribuzione dello
stesso alla mano del Porta. La carta medesima testimonia una manifattura da collocarsi nel
XVI secolo.
p.p.q.
BIBLIOGRAFIA
Grassi L. : "Il disegno
Italiano" Roma 1956
Heineman F.: "Giovanni Bellini e i belliniani" Venezia,
1962
Zampetti P.: "Vittore Carpaccio" Venezia 1966
Pignatti T.: "I disegni dei Maestri. La Scuola
Veneta"" Milano 1970
Pignatti T.: "Vittore Carpaccio", Milano 1972
Lazzaroni L.: "Studio tecnico-scientifico di un dipinto di
Giuseppe Porta detto il Salviati" in "Notizie da Palazzo Albani", 1974, II,
n. 2/3, pag. 38-47
"Tiziano ed il disegno veneziano del suo tempo" Catalogo
della mostra, Firenze MCMLXXVI
Tavish D. Mc.: "Giuseppe Porta called Giuseppe Salviati"
New York 1981
Witcombe C.L.C.E.: ""Giuseppe Portas frontespiece
for Francesco Marcolinis Sorti" Arte Veneta XXXVII 1983 pag. 170-174
ANNOTAZIONI
Sistemazione del foglio in passe-partout di cartone non acido con
protezione di carta bianca giapponese |
| sett. 02 |
Firma
dellestensore della scheda p.p.q. |
| Firma del
Conservatore (Pierpaolo
Quieto) |
Firma del
Restauratore
(Sergio
Boni) |
RACCOLTA PRIVATA DI
DISEGNI ANTICHI E STAMPE |
N° Catalogo Generale |
N° Fondo |
Collocazione |
Indicazione |
| 0000 |
F. A.M.A. 0004 |
S. AMA - N° |
Maestri XIV Secolo |
| 
AUTORE:
Antonio Tempesta (Firenze 1555 1630)
DATAZIONE:
SOGGETTO:
Raffigurazione di guerriero
TECNICA:
Penna inchiostro
DIMENSIONI:
mm. 197 x 147
PROVENIENZA:
Mercato Antiquario
CONDIZ. GIURID:

Proprietà Privata
VALUTAZIONE:
euro
|
DESCR. OPERA
Raffigurazione di un guerriero stante con armatura, asta e spada.
NOTIZIE STORICO CRITICHE
Antonio Tempesta si formò nella cultura del tardo
manierismo, assorbendo un gusto prettamente analitico e naturalistico dovuto sopratutto
alla giovanile frequentazione dello Stradano, con il quale lavorava. In età ancor giovane
collaborò alla decorazione vasariana di Palazzo Vecchio; nel 1579 è a Roma dove lavora
per Gregorio XIII, per il quale esegue affreschi di puro spirito ornativo nella Galleria
Geografica in Vaticano, fra cui famosa sarà la mappa di Roma realizzata nel 1593. Alla
nobiltà romana lascerà le più importanti tracce della sua attività pittorica
sopratutto nei fregi e con "Il Trionfo dellAmore e della Fama"; per il
Rospigliosi dipinse svariate scene di cacce e di battaglie, temi prediletti, che con lui
si consolidano come gusto e come genere, opera poi in S. Giovanni dei Fiorentini, a
Caprarola e Tivoli. Dopo un breve soggiorno a Firenze, dove torna per dipingere le
"Esequie di Margherita dAustria", si stabilisce definitivamente a Roma per
dedicarsi sempre più allincisione, arte a lui cara e che influì sulla grafica e la
decorazione europea del XVIII e XVIII secolo. Le sue incisioni da disegni originali di
artisti , quali Otto Van Veen, si sparsero per lEuropa, mentre i suoi disegni furono
incisi da molti altri artisti, soprattutto a Roma e Firenze, dove il Norsino ne fa delle
xilografie per la Galleria Medicea. Disegnava a penna ed acquerello marrone
prevalentemente creando così marcati effetti chiaroscurali. I suoi disegno sono
conservati al Louvre, agli Uffizi, a Berlino, alla National Gallery di Edimburgo. Le sue
composizioni, come questa del resto, hanno un taglio chiaramente scenografico. Il suo
segno è rapido, per le incisioni invece è preciso e rifinito, mentre alcuni dei suoi
fogli denotano il fare convulso di una fantasia sbrigliata, certo di derivazione vasariana
ed in parte dovuta alla frequentazione della grafica nordica.
Questo foglio a penna inchiostro che mostra la
raffigurazione di un cavaliere è di pretta grafia toscana, nella tradizione del fare del
Tempesta; il segno è preciso, fortemente calcato e richiama la tecnica disegnativa dello
Stradano.
Il Disegno, acquistato sul Mercato antiquario, è
entrato a far è parte della Raccolta nel 1988.
p.p.q.
BIBLIOGRAFIA
Borroni Fabia: "Antonio Tempesta
incisore" La Bibliofilia LII. 1950 pp. 241-263
Birke Veronica: "Towards a Tempesta
Catalogne" Print Quarterly IL 1985 pp. 205-218
"Drawings by Antonio Tempesta for a
"Gerusalemme Liberata" Master Drawings 37, 1999 S. 138-155
"Tempesta at the Capitoline" The Burlington Magazine 141,
1999 S. 618-21
ANNOTAZIONI
Sul recto: in basso a sinistra: 14; punto
interrogativo a matita
Sul fondo del vecchio passe-partout. Copia coeva da Salvator Rosa
disegno 2B |
| lug. 02 |
Firma
dellestensore della scheda p.p.q. |
| Firma del
Conservatore (Pierpaolo
Quieto) |
Firma del
Restauratore
(Sergio
Boni) |
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